Alla riscoperta delle nostre radici nel museo delle arti e mestieri e del Rame presso Tessano e Dipignano nell’ambito del PON/FSE: 10.2.5A-FSEPON-CL-2018-65 “ RESTART-MANUFATTI IN USO E OPERE SACRE NELLA SOCIETA’ CONTADINA: RISCOPERTA E CONSERVAZIONE” Mod

ISITA AL MUSEO DEL RAME E DEGLI ANTICHI MESTIERI

L’ITI “A. Monaco” alla riscoperta degli antichi mestieri e delle nostre radici presso i Musei “del Rame e degli Antichi Mestieri” di Tessano e della “filanda, antichi mestieri, falegnameria” a Dipignano

Il giorno 29/05/2019 i docenti ing. di elettronica Carmelo De Luca e ing. di meccanica e meccatronica Raffaele Rosa, rispettivamente Tutor ed Esperto del modulo RECALAMAMI (Reperimento e classificazione materica antichi manufatti), facilitatore prof. Vincenzo Caira, nell’ambito del PON/FSE: 10.2.5A-FSEPON-CL-2018-65 “ RESTART-MANUFATTI IN USO E OPERE SACRE NELLA SOCIETA’ CONTADINA: RISCOPERTA E CONSERVAZIONE” che si sta svolgendo presso l’ITI “A. Monaco di Cosenza”, diretto dal Dirigente Scolastico Giancarlo Florio, con i loro alunni hanno visitato i Musei degli antichi mestieri e del rame, presso i comuni di Tessano e Dipignano. Il progetto nasce, come di seguito descritto, dall’esigenza di riscoprire le nostre radici: ”Fino alla metà degli anni 50 la vita delle Comunità calabresi era largamente improntata su un modello di tipo rurale. La vita veniva scandita dal lavoro nei campi e in quello casalingo dove, sia uomini sia donne, davano la propria creatività e fattibilità in attività nelle quali impiegavano utensili e manufatti semplici ma efficienti, il cui uso si era consolidato nei tempi”. Il progetto in esame parte dalla considerazione che il contadino di un tempo era anche un artigiano consapevole dell’idea che il suo manufatto, oltre che funzionante, era esteticamente piacevole. E anche se i canoni del bello ai quali si ispirava non erano raffinati, tuttavia tocca e commuove scorgere qua e là negli strumenti dedicati alla cucina, alla stalla e al lavoro dei campi, la fioritura di un intaglio, di un intreccio, di un intarsio di una ribattitura che di questi oggetti rendono più amabile l’uso. Attraverso gli oggetti esposti nei musei di vari comuni, che alcuni anni fa avevamo visto una crescita esponenziale (per la verità ora molti sono stati chiusi, sia per esigenze di locali sia per un disinteresse generale), si può leggere, oltre i sistemi di vita che hanno caratterizzato la civiltà contadina per centinaia e centinaia di anni prima dell’avvento dell’automazione, un timido e geloso desiderio di bello a dispetto delle difficili e aspre condizioni di sopravvivenza. Gli oggetti ci parlano così di un mondo che per così dire ha cessato di esistere dopo l’ultima guerra mondiale. Ed è proprio in questa ottica di recupero, valorizzazione e trasmissione di questa importante eredità culturale che il seguente progetto, affondando le sue radici in un insieme di tradizioni qualificanti, restituisce dignità e interesse a un mondo antico di valori e tradizioni. "(tratto dal progetto). Molti sono stati i musei degli antichi mestieri chiusi precocemente, che erano stati realizzati in un momento di riavvicinamento al nostro non tanto lontano passato. Ma in questo panorama si distinguono i musei del rame e degli antichi mestieri di Tessano e Dipignano, che con una raccolta di più di diecimila pezzi, con centinaia di visitatori ogni anno, rappresentano una vera apoteosi che magnifica la vista e trasmette emozioni e sentimenti forti. Gli alunni del “Monaco ”esplorando questo fantastico museo, hanno avuto il piacere di conoscere macchine e utensili utilizzati dai loro antenati. Ad accoglierli due professionali guide che hanno spiegato con minuzia di particolari e il dott. Guglielmo Guzzo che ha accolto la scolaresca con molto entusiasmo. Così descrive l’esperienza l’alunno Giuseppe Tuoto della II E inf. dell’istituto. “è stato bellissimo vedere dal vivo i lavori che si svolgevano una volta. A Tessano abbiamo visto la rappresentazione della lavorazione dell'uva per ricavare il vino, il mulino trainato dal mulo (al quale veniva messa una museruola per proibirgli di mangiare il grano), gli aratri per coltivare i terreni come quello a "votasacco", tutti gli strumenti del farmacista, del calzolaio, del sarto, del barbiere, del cestaio (che creava cestini di tutte le dimensioni con il legno del salice), del fabbro e l'esposizione di varie trappole per gli animali, finanche l'angolo del maiale. Anche un posto è riservato anche ai forni per la produzione del pane (caratteristico di Tessano). Nell'area di Dipignano l'allestimento che mi ha colpito di più è stato quello dei "Quadarari" perchè è proprio da Dipignano che nasce il Girovagare dei "Quadarari" in ogni paese, frazione o contrada del circondario e via via in tutta l'Italia ed il Mondo. Molti sono gli oggetti e gli utensili in rame: dalle fontane (caratterizzate da un colore più lucido grazie alla presenza di una piccola quantità di ottone) a tutti i tipi di pentole o mestoli. Altro spazio è dedicato all' esposizione della filanda quindi del telaio, le macchine da cucito, gli arcolai, i ferri da stiro, i fusi, e poi ancori i cardi, i bossoli da baco da seta e i tessuti. In una stanza vi è la biblioteca dove sono situati dei banchi di legno molto antichi. In questo museo abbiamo vissuto un viaggio nelle nostre Origini, la nostra Storia. Un viaggio che inizia e termina con tante avventure visive e poi virtuali in un Mondo che è stato dei nostri Genitori ma deve anche essere attuale perché è qui che è radicata la nostra Civiltà." Le foto sono dell’alunno Jason Ruello della IV B el. e dell'alunno Samuel Soliberto della II E inf. 

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