Una mattinata diversa dal solito quella trascorsa il 30 aprile nell’Aula Magna “M. Gaudio”. Tra i banchi non si è parlato di circuiti o di algoritmi, ma di qualcosa che connette tutti noi in modo ancora più profondo: il nostro stare insieme come cittadini.
L’incontro, fortemente voluto dalla nostra Dirigente Scolastica – che ha aperto i lavori, sottolineando quanto la scuola debba essere palestra di vita prima ancora che di nozioni – ha visto come protagonisti due ospiti d’eccezione dell’Arma dei Carabinieri: i Luogotenenti Riccardo Lupinacci e Matteo Bisceglia.
Il momento più emozionante della giornata? Senza dubbio il “ritorno alle origini” del Luogotenente Lupinacci. Per lui non è stato un semplice incontro istituzionale, ma un vero e proprio ritorno a casa. Lupinacci si è infatti diplomato proprio qui, all’ITI “Monaco”, nel lontano 1987 nella 5 D Elettrotecnica.
Vedere un ex studente tornare dopo anni con la divisa, simbolo di impegno e servizio, haricordato a tutti noi che il percorso che stiamo facendo oggi tra queste mura è il trampolino di lancio per chi diventeremo domani. “Tutto è iniziato qui”, ha sussurrato emozionato, catturando l’attenzione dei ragazzi delle classi 1ª A, 1ª B, 4ª A, 4ª B Meccanica e 1ª D e 2ª C Informatica.
I temi: Bullismo, Web e Rispetto
I due rappresentanti della Benemerita hanno parlato di tematiche che purtroppo riempiono troppo spesso le cronache:
• Bullismo e Cyberbullismo: I Luogotenenti hanno spiegato le conseguenze legali e
psicologiche di comportamenti che spesso sottovalutiamo.
• Violenza sulle Donne: Un richiamo forte al rispetto, all’educazione sentimentale e alla capacità di riconoscere i segnali di un rapporto tossico prima che sia troppo
tardi.
Perché le regole non sono un “limite” alla libertà.
La legalità non è dire “no” a tutto. La legalità è il sistema operativo che permette alla società di non andare in crash.
Senza regole non c’è libertà, c’è solo il sopravvento del più forte sul più debole. Rispettare una norma — che sia il codice della strada, il rispetto della privacy altrui o la convivenza
civile — non significa essere “omologati”, ma essere intelligenti. Significa capire che il mio spazio finisce dove inizia quello dell’altro.
Il “cittadino del domani” si costruisce oggi, nei corridoi della scuola, sui social media e nelle piazze. Essere cittadini consapevoli significa:
1. Avere il coraggio di scegliere: Non seguire il branco quando sta facendo una sciocchezza.
2. Responsabilità: Capire che ogni nostra azione ha un impatto sulla comunità.
3. Empatia: Vedere nell’altro una persona da rispettare, non un profilo da attaccare.
Rispettare le leggi del nostro Paese non è un atto di sottomissione, ma un atto di amore verso noi stessi e verso il nostro futuro.
Grazie ai Luogotenenti Lupinacci e Bisceglia per avercelo ricordato con tanta passione e umanità.
(L. Bove FS Eventi)







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